22-02-2018: Recensione su RockGarage

Recensione su RockGarage

I Prowlers sono una giovane formazione, non proprio alle prime armi, che punta ad un hard’n’heavy molto sofisticato. Ad ascoltare il loro ultimo Freak Parade si intuisce che il quintetto lavora molto su due fronti diversi: il primo è quello della composizione, visto che i brani sono tutt’altro che semplici o al servizio di una struttura essenziale, il secondo è quello dei suoni e degli effetti per dare colore e spessore al tutto. Sul primo fronte i Prowlers ci convincono abbastanza. La loro impostazione è quasi prog non tanto per le ritmiche ma per le parti strumentali a cui va data molta attenzione; l’hard psichedelico obbliga a brani lunghi (come l’opener Golden Bricks che si porta dietro un po’ di “effetto stanca”) nei quali comunque i singoli strumenti cercano di uscire fuori, costringendo (per scelta più che per condizione) le parti vocali ad un ruolo del tutto secondario. Anche quando si percepisce qualche spunto più heavy, come nella maidiana Turtle Man, si cede sempre nel corso della traccia alle lusinghe dell’hard psych (come nel suo intermezzo). Quindi, almeno sulla parte del songwriting, si registra un certo spessore espressivo, anche se probabilmente andrebbe alleggerito con quale parte più easy listening (come nell’intermezzo di Another Brother’s Gone Away) o qualche trama che resti impressa (i 7 minuti di Joseph Merrick sono davvero tanti). Interessanti anche le incursioni blues in On The Dusty Road o l’hard (in stile AC/DC fino all’inserimento delle tastiere mentre dopo in stile Deep Purple) di Fighting Alla Again.

Dal secondo punto di vista ci sono invece molti margini di miglioramento. E questo si badi, non per una mancanza di inventiva dei musicisti ma piuttosto per una produzione che non rende merito ai suoni e alle ambientazioni che i ragazzi hanno voluto creare. Per valorizzare il sound della band è necessario un lavoro di post-produzione intenso, invece in Freak Parade l’impressione è che si sia registrato tutto in presa diretta e, dopo un veloce missaggio, sia finito tutto su CD. Un peccato perché le idee, pur se non innovative, ci sono e sono buone ma dovrebbero essere vestite come si deve.

FONTE: RockGarag.it

LINK: http://www.rockgarage.it/?p=68308  


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BAND

Alessandro Santoriello
Guitars

Francesco Vichi
Drums

Luca Segatori
Vocals&Guitar

Sebastian Magni Markowicz
Bass Guitar

Massimo Trivento
Keyboards

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